TEATRO RAGAZZI 2009-2010
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Scuola Media Inferiore e Superiore La Mansarda / Marzo 2010
Denunciare!/Ciuri di Campu
sulla figura di Peppino Impastato• età consigliata: 11 – 18 anni
Regia e drammaturgia: Antonio Vitale
Disegno luci: Gennaro Frezza
Musiche: Marco Esposito
Scene e Costumi: F.lli Meglio Service
Attori in scena: Vincenzo D’Apolito, Antonella Cestaro, Cristian Polidoro, Fedele Canonico, Federica Coppola, Marco Esposito, Antonio Vitale.
Denunciare è uno spettacolo che, partendo da alcune fasi cruciali della vita di Peppino Impastato, evidenzia il coraggio delle proprie azioni delle scelte di vita, del
denunciare ogni tipo o forma di illegalità.
Lo spettacolo non influenza lo spettatore verso un determinato pensiero politico, ma lo incoraggia a compiere quelle azioni che lo portino a denunciare tutto ciò che è o che sa
di illegale, portarlo dunque ad abbattere il grosso muro delle omertà. Per lanciare questo messaggio abbiamo scelto tra le tante vittime della mafia, l’esempio di Peppino impastato.
Il tutto accompagnato da musiche suggestive dal vivo.
- Scuola Elementare La Mansarda / Marzo 2010
Gervasio e Carlotta / I tre desideri ridicoli
di Roberta Sandias• età consigliata: 3 – 8 anni
Drammaturgia: Roberta Sandias
Disegno luci: Pasquale Papa
Musiche originali: Maria Gabriella Marino
Scene e Costumi: Ennio Ecuba e Veronica Netti
Lo spettacolo è tratto da una antica fiaba popolare tedesca, dove protagonista è una coppia che vive ai margini del bosco, sbarcando il lunario in piccole faccende quotidiane dal
sapore antico: tagliar legna, attingere acqua al pozzo e sbrigare mille altre attività rituali che scandiscono le loro giornate, sempre uguali. Due caratteri in contrapposizione:
una moglie, Carlotta, allegra e solare, un marito, Gervaso, buio e brontolone: i due formano una coppia teatrale di sicuro impatto, che innesca continuamente contrasti e piccoli
battibecchi, vorticose situazioni comiche e dialoghi serrati, dal vago sapore del teatro dell’assurdo, in una rappresentazione teatrale dal ritmo coinvolgente e di grande impatto
comico. Nell’ambientazione e nella forte caratterizzazione dei personaggi ci si è ispirati alle atmosfere del Tingel Tangel di Karl Valentin, regalando allo spettacolo toni
surreali e sopra le righe: una comicità fisica, oltre che verbale. Come in tutte le fiabe che si rispettino, c’è l’elemento magico: a rompere la quotidianità della coppia, accade
un evento inaspettato: una vecchia maga, capitata nei pressi della loro bicocca un po’ per caso e un po’ per ventura, concede ad uno scettico Gervaso la possibilità di realizzare
tre desideri…
Cosa accadrà? Lo sviluppo imprevedibile della storia, che ha un finale inaspettato, lascia aperta una riflessione sul tema del desiderio e della sua realizzazione.
L’allestimento della fiaba, è arricchito da momenti musicali e canzoni coinvolgenti.
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La Mansarda / Aprile 2010
I tre Porcellini
di O. J. Helliwell• età consigliata: 3 – 8 anni
Drammaturgia: Roberta Sandias
Disegno luci: Pasquale Papa
Regia: Collettivo la Mansarda
Musiche: Gulielmo Grillo e Maurizio Azzurro
Attori in scena:Valentina Elia, Stefania Frattari, Rita Pinna, Michele Tarallo
Vincitore del premio “Giacomo Bardesono” San Giorgio Canavese (TO) come miglior testo di Teatro per Ragazzi
La trasposizione teatrale de “I tre porcellini” è tratta da una classica fiaba della tradizione orale inglese, la cui prima versione scritta risale al 1843, quando lo scrittore O.J.Helliwell la inserì nella sua raccolta di racconti “Nursery Rhymes and tales”. L’aspetto fiabesco dello spettacolo è accentuato dal linguaggio in versi, proprio della favola, gradevole ed accattivante, infantile come una filastrocca e ricercato come una poesia, immediato ed in perfetta armonia con le musiche originali, le canzoni e le coreografie, con i costumi in gommaspugna e con la scenografia, che riserva sorprese d’effetto grazie alle suggestive proiezioni di una lavagna luminosa. Come in ogni fiaba che si rispetti, è chiara la morale ed è leggibile la metafora: dal distacco dalla mamma alla costruzione delle tre casette, fino all’ultimo gesto di sfidare il lupo e di sconfiggerlo, si evince la conquista dell’indipendenza, il passaggio dall’infanzia (casa di paglia), all’adolescenza (casa di legno) fino all’età adulta (casa di mattoni), nonché la vittoria dell’astuzia sulla forza bruta e l’invito stimolante all’operosità, senz’altro più proficua della pigrizia.
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Scuola Media Inferiore La Mansarda / Febbraio 2010
La Locanda dei comici
di Roberta Sandias• età consigliata: 7 – 14 anni
Messa in scena: Maurizio Azzurro
Costumi: Maria Pennacchio
Maschere: Maria Laura Bonocore
Attori in scena: Maurizio Azzurro, Angelo Callipo, Luca Cuomo, Gennaro Di Colandrea, Valentina Elia, Stefania Frattari, Paola Maddalena, Teresa Mastroianni, Pietro Marullo, Ciro Pellegrino, Rita Pinna, Roberta Sandias, Michele Tarallo
Spettacolo di Commedia dell’arte su testi di Goldoni, Moliere, Cervantes, Quinnones de Benavente, Calderon de la Barca.
Lo spettacolo si ispira ai personaggi ed alle trame dei canovacci tipici della Commedia dell’Arte. In scena tredici attori danno vita ad un travolgente spettacolo, ricco di situazioni comiche.: lazzi, intrecci, intrighi, corteggiamenti ed inseguimenti: tutti ingredienti di sicura presa. La Commedia dell’Arte è una forma di rappresentazione teatrale nata e sviluppatasi in Italia nel corso del Cinquecento. La definizione Commedia dell’Arte (il termine “arte” qui ha il significato medievale di mestiere) venne appositamente creata per distinguere il teatro rappresentato da attori di professione. Le compagnie professioniste erano composte da artisti e acrobati girovaghi, che non mettevano in scena veri e propri testi ma, basandosi su un canovaccio, rappresentavano vicende ispirate alla realtà quotidiana, arricchite con numeri acrobatici, danze e canti. I Comici dell’Arte elaborarono una quisita convenzione recitativa, fondata da un lato sul loro virtuosistico eclettismo di attori, e dall’altro sulla straordinaria invenzione delle maschere, che riproducevano alcuni caratteri ben definiti e chiaramente riconoscibili, ed altro non erano che i tipi fondamentali della società contemporanea: i Servi o Zanni, sempliciotti e pasticcioni (ad esempio Pulcinella) o più abili e scaltri (Arlecchino), il mercante ricco e intraprendente (Pantalone), i giovani innamorati di buona famiglia, il Dottore, pedante accademico che in un latino maccheronico pronunciava in tono saccente frasi prive di senso, la fantesca linguacciuta e civettuola ed il Capitano Spaccone. Ognuno di loro si specializzava in quella che gli era più congeniale, per essa sviluppava un repertorio di lazzi, un preciso linguaggio, una vera e propria tipologia che poi diventava patrimonio comune di quanti avrebbero indossato in seguito quella stessa maschera. All’apice del proprio splendore, tra il XVI ed il XVII secolo, la Commedia dell’Arte si diffuse in tutta Europa, influenzando fortemente tutte le forme teatrali coeve, (Molière, Shakespeare, il Teatro Spagnolo del secolo d’oro) e gettando le basi per il teatro moderno.
- Spettacoli in lingua straniera Aprile 2010
Mr. Play Time
di Steve Cable• età consigliata 3 – 11 anni
Regia: Steve Cable
Scene e Costumi: Ennio Ecuba e Veronica Netti
Lo spettacolo per conoscere la lingua inglese un pò più da vicino, con l’attore Steve Cable che interagisce con i giovani spettatori.
E’ arrivato a teatro un inglese, ma non un inglese qualsiasi…è Mister Cable, uno scatenato, divertente, imprevedibile mimo-clown pronto a presentare il suo spettacolo in lingua
inglese! Mister Cable gira il mondo con la sua fedele valigia dalla quale escono oggetti vari, ognuno dei quali dà vita ad una serie di divertenti sketch dove l’umorismo grottesco
e surreale, tipicamente inglese insomma, si adatta benissimo ai gusti dei bambini e ragazzi più grandi. Numero limitato di partecipanti. Nel momento in cui viene prenotato lo
spettacolo, un elenco delle parole utilizzate nello spettacolo (circa 90/100 in base alla fascia d’età) viene mandato alla scuola in modo che le insegnanti, se vogliono, possono
accennare alcuni vocaboli ai loro studenti. Il valore didattico dello spettacolo è chiaro – uno spettacolo interattivo presentato dal vivo da un artista madrelingua – ma il senso
più profondo dello spettacolo va ricercato nel titolo, infatti ‘play’ significa sia suonare sia recitare sia giocare.
- Scuola elementare Teatro dell’Orco / Dicembre 2009
BABBO NATALE E IL MISTERO DELLA LISTA SCOMPARSA
di Roberta Sandias• età consigliata 7 – 14 anni
Drammaturgia: Roberta Sandias
Regia: Collettivo La Mansarda
Musiche: Maurizio Azzurro e Celestino Sarnelli
Disegno luci: Pasquale Papa
Attori in scena: Maurizio azzurro, Paola Maddalena, Michele tarallo, Roberta Sandias
Divertente spettacolo d’ambientazione natalizia, con i personaggi caratteristici noti a tutti i bambini: Babbo Natale, la Befana, il folletto tuttofare e la renna. Pretesto della storia è la gran confusione che regna, il giorno della vigilia, nell’ufficio di Babbo Natale, indaffarato a concludere la stesura della lista dei doni da consegnare, smistando la posta con la collaborazione del suo aiutante, il folletto Trock.
Una serie di vicende turbano Babbo Natale: la visita della Befana, che rivendica l’importanza dell’Epifania, spesso messa in secondo piano dal Natale, la protesta della renna Alfredo, che si rifiuta di tirare la slitta, ed infine lo sciopero del folletto Trock, indispettito dai continui rimproveri del suo “principale”.
In tutta questa confusione, viene smarrita la lista dei doni, e così, la consegna dei regali rischia di essere pregiudicata. Babbo Natale indaga: i suoi sospetti, naturalmente, ricadono su Trock, Alfredo e la Befana.
Il finale inaspettato prelude il lieto fine, in perfetta armonia con lo spirito natalizio.
Lo spettacolo vuole essere stimolo per appro-fondire notizie e curiosità sui personaggi della tradizione natalizia.
La figura di Babbo Natale, trae origine da San Nicola, il santo turco protettore della città di Bari, che in vita compì numerosi miracoli e aiutò molti bisognosi, pertanto la sua immagine venne identificata con quella di un “apportatore di doni”.
La tradizione di San Nicola si diffuse per tutta l’Europa e raggiunse anche l’America. Qui il nome del santo, che gli emigrati olandesi chiamavano Sinte Niklaas, si trasformò in Santa Claus.
Nel 1863 il disegnatore Thomas Nast, attribuì a Babbo Natale l’aspetto definitivo, così, in comune con il santo originale, rimase solo la barba.
Con il tempo vari elementi fantastici hanno arricchito la leggenda di Babbo Natale: la figura del folletto aiutante, ispirata a quella degli elfi delle fiabe irlandesi, risale al periodo del romanticismo, così come la slitta trainata dalle renne.
La figura della Befana, vecchia benefica apportatrice di doni, risale ad antichi riti pagani nati per scongiurare il rigore dell’inverno. La festa tradizionale, sopravvissuta all’avvento del cristianesimo, è stata identificata con l’Epifania, la festa dell’Apparizione nella quale si ricorda la visita dei re magi a Gesù bambino.
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Scuola Media Inferiore e Superiore Kaos Teatro / Gennaio 2010
NON COLPEVOLE (Processo ad un Nazista modello)/ La Shoa
di Angelo Callipo• età consigliata 11 – 18 anni
Drammaturgia: Angelo Callipo
Regia: Angelo Callipo
Disegno luci: Pasquale Papa
Attori in scena: Maurizio Azzurro, Paola Maddalena, Pietro Marullo, Monica Porzio, Michele Tarallo
L’11 Aprile del 1961 viene processato davanti al tribunale di Gerusalemme Otto Adolf Eichmann.
Il criminale nazista nega ogni responsabilità personale di fronte ai quindici capi d’imputazione che gli vengono contestati, asserendo di aver obbedito solo ad ordini superiori.
Così, con quella sua aria all’apparenza mite, con quel suo mostrarsi come un uomo tranquillo, “Normale” , Eichmann incarna perfettamente l’immagine spaventosa di un grigio, efficiente burocrate al servizio del male, un impiegato modello insomma specializzato nello sterminio scientifico degli esseri umani.
Lo spettacolo ripercorre, con inserti filmati originali, le fasi di questo processo, che, se non lascia alcun dubbio sul verdetto finale di colpevolezza, apre però una serie di riflessioni su come la grande macchina hitleriana della soluzione finale si possa essere servita, oltre che di belve feroci del calibro di Himmler o Goebbels, anche di mille altri esecutori fedeli e ciechi degli ordini ricevuti.
L’Olocausto è stato certo opera di menti diaboliche ma anche di freddi e precisi tecnici che nella loro normalità si somigliano tutti e soprattutto ci somigliano. Il caso Eichmann dimostra che quanto più il male può apparire banale tanto più bisogna temerlo.
- Scuola Media Inferiore e Superiore Teatro dell’Orco / Febbraio 2010
LA LISISTRATA (tratto dalla commedia di Aristofane)
di Roberta Sandias• età consigliata 11 – 18 anni
Adattamento: Roberta Sandias
Regia Maurizio Azzurro
Maschere: Emilio Bianconi
Disegni luci Pasquale Papa
Attori in scena:Valentina Elia, Stefania Frattari, Paola Maddalena, Rita Pinna, Roberta Sandias,
Gennaro Di Colandrea, Fabrizio Di Zazzo, Pietro Marullo, Michele Tarallo, Fiorella Corbo, Fabiola D’Agostino, Teresa Mastroianni, Diane Patierno, Emanuela Pelliccia, Martina Picciola, Francesca Porzio, Brunella Spina, Dario Agrillo, Vittorio Camarota, Luca Cuomo, Pasquale D’orso, Andrea Palermo, Giuseppe Santabarbara
“Dei vostri uomini che sono lontani in guerra non avete desiderio? So bene che ad ognuna di voi il suo uomo è lontano”
Questa divertente commedia del greco Aristofane, tratta con ironia un tema attuale e scottante: la posizione delle donne rispetto alla guerra ed il desiderio della pace, ed inoltre può senz’altro definirsi il primo testo della cultura occidentale che affronti il problema dell’emarginazione femminile.
Questi argomenti, tuttavia, vengono trattati dall’autore in chiave ironica e divertente. Il titolo della commedia deriva dal nome dell’eroina protagonista, Lisistrata ovvero: “colei che scioglie gli eserciti”.
La vicenda è nota: l’ateniese Lisistrata, per mettere fine alla lunga guerra del Peloponneso che travaglia la Grecia, convince tutte le donne elleniche a uno sciopero dell’amore, di carattere ricattatorio; in appoggio a questo sciopero fa occupare dalle concittadine l’Acropoli, ove era conservato il tesoro della lega di Delo. Di fronte a un ricatto del genere, gli uomini della Grecia non possono che cedere.
Il gran numero di attori in scena, fa sì che la commedia si sviluppi tra schermaglie divertenti e conflitti appassionanti, che vedono contrapposti uomini e donne, azioni sceniche di grande impatto, colpi di scena e momenti poetici.
- Scuola Elementare Show Management / Novembre 2009
Circo Teatro Show Management
Roberto Russo post produzione• età consigliata 3 – 11 anni
7 artisti con interventi di: lanciatore di coltelli, acrobatica aerea con tessuto e cerchio, fachiro, fantasista con gli hula-hop, giocoleria e clowneria, trampoliere, mimo e grandi illusioni.
Durata h 1,15
Un viaggio tra il fascino e la fantasia dell’arte circense e della mimica teatrale attraverso una fusione di attrazioni. Artisti del variegato mondo dello spettacolo si alterneranno in numerose performance. Attraverso una suggestiva interpretazione accompagnata da famigerate colonne sonore, si trasporterà il pubblico in uno scenario unico nel suo genere, in cui gli strumenti del circo si trasformano in elementi integranti dell’opera con un finale ricco di suspance ed effetti scenici.
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Scuola Media Inferiore Kaos Teatro / Gennaio 2010
“NON GLI HO DETTO NEANCHE ARRIVEDERCI...” KAOS TEATRO
• età consigliata 10 – 14 anniRegia ANGELO CALLIPO
Attori in scena: Diane Patierno Ciro Pellegrino Michele Tarallo Antonio Vitale
La memoria dell’olocausto percorre strade diverse: quella celebrativa che appartiene alla storia, quella personale che segue passo passo chi quella storia, suo malgrado, l’ha attraversata.
E’ il caso di Bruno, Ian e sua sorella Sara… poco più che bambini all’epoca dei fatti, quasi adulti molti anni dopo. Quasi. Crescere non è solo un dato cronologico, ma una progressiva e faticosa riabilitazione del proprio passato. Crescere è crescere insieme a quello che si è stati.
Oggi siamo qualcosa, perché prima eravamo qualcosa di diverso. Cos’erano allora Bruno, Ian e Sara? Bambini catapultati nella più feroce barbarie che il novecento abbia mai saputo escogitare.
Sopravvissuti ad essa, hanno tentato di crescere: Bruno è cresciuto più di tutti, ha elaborato quello che è stato e non teme di procedere oltre, Ian comincia a crescere solo nel momento in cui incontra Bruno, Sara, infine, non è mai cresciuta veramente, perché ha chiuso il passato in un ostinato silenzio.
Le loro storie convergono nello stesso grido di disperazione: hanno visto portare via i loro genitori e, solo adesso, ognuno di loro si rende conto di non avergli detto neanche arrivederci… (Angelo Callipo)
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Scuola Media Inferiore Show Management / Novembre 2009
“PULCINELLATA PRIMA “ La Mansarda
• età consigliata 10 – 14 anniRegia: Maurizio Azzurro
Attori in scena: Maurizio Azzurro, Ciro Pellegrino, Paola Maddalena, Gennaro Di Colandrea
In occasione dei 400 anni di introduzione sulle scene della maschera di Pulcinella ad opera del capuano Silvio Fiorillo.
Lo spettacolo trae origine da due testi della tradizione culturale campana: la “Fiaba dell’orco”, dal seicentesco Pentamerone di G. B. Basile, e “Il Prologo di Pulcinella”, una commedia per guarattelle in quattro quadri e un ballo del novecento napoletano. In entrambe le opere, differenti per stile e linguaggio, ricorrono le avventure in cui si barcamenano i personaggi, nonché alcune ambientazioni e alcuni modelli narrativi. Protagonista dello spettacolo è Pulcinella, che, nonostante la sua dabbenaggine, si ritrova eroe involontario di una vicenda rocambolesca : sconfigge un drago, e riceve da un orco dei doni magici, che, dopo mille peripezie, faranno la sua fortuna. rappresentazione si sviluppa attraverso un vero e proprio gioco scenico che adopera a pretesto le vicende della storia per indagare espedienti e trovate in grado di tramutare il racconto in spettacolo. Ed e così che gli attori giocano con le voci e le azioni, gli strumenti e gli oggetti, lo spazio ed il ritmo, la musica, il canto e la danza popolare e con burattini a bastone animati a vista, coinvolgendo il pubblico nel racconto delle vicende di Pulcinella, Splendide musiche e canzoni originali arricchiscono una rappresentazione davvero coinvolgente, che ci porta per mano nel mondo delle fiabe appartenenti alla nostra cultura ed alla nostra tradizione popolare campana.